PAPEROIDI SU BETA CENTAURI
Era appena uscito il secondo film della trilogia di Star Wars che Topolino pubblica Paperobot contro Paperoidi di Romano Scarpa con la dicitura iniziale di Storie Stellari.
Lo spunto iniziale della storia viene dal desiderio di Paperone di rimpinguare le sue riserve auree per “mettere al sicuro la mia lontana vecchiaia“. Paperino, a quel punto, gli suggerisce di guardare tra le stelle. I meteoriti, infatti, sono costituiti da metalli piuttosto rari sulla Terra, e magari qualcuno potrebbe contenere delle quantità d’oro sufficientemente grandi da giustificare la spesa per andare a recuperarlo. A quel punto ecco l’idea: chiedere ad Archimede Pitagorico di costruire uno strumento in grado di scovare l’oro nel cosmo.
 |
| Un pezzo tratto dal fumetto |
Dunque ad Archimede serviva progettare degli strumenti assolutamente all’avanguardia, in grado non solo di scoprire corpi celesti rocciosi, ma anche di determinarne la composizione chimica: ecco, allora, un triplo telescopio a condensatori neutroionici. Ovviamente dietro i paroloni scientifici non si nasconde alcuno strumento reale, a maggior ragione per via del design utilizzato da Scarpa, che richiama dei telescopi classici, che peraltro Archimede ha dimenticato di installare.
Ad ogni buon conto, con questi giganteschi strumenti montati sulla fiancata del deposito di Zio Paperone, l’inventore inizia a scandagliare il vuoto cosmico.
 |
Il planetoide d'oro massiccio scoperto da Archimede
|
Alla fine scopre nella costellazione Minox (che non esiste, ma è un chiaro riferimento a Minosse) un planetoide d'oro massiccio. Scarpa lo rappresenta come un'accozzaglia di forme geometriche tra le più disparate. Quel pianeta è però impossibile da raggiungere con la tecnologia dell'epoca.La storia si sposta quindi su Beta Centauri, nota anche come Hadar, è la seconda stella più brillante della costellazione del Centauro e dista dalla Terra all’incirca 350 anni luce, costituita prevalentemente di oro puro.
Ma non è solo il telescopio a comparire tra le pagine dei fumetti, anche il suo inventore, Galileo Galilei, guadagna uno spazio tutto suo su Topolino n. 2824 e 2825. Qui si legge la storia di Galileo e l'albero della Scienza, sceneggiata da Augusto Macchetto e disegnata da Paolo Mottura.
Il protagonista della storia, Galileo Galilei, viene interpretato dall’inventore più famoso di Paperopoli, Archimede Pitagorico, che per l’occasione avrà due assistenti formidabili: Paperino e Paperoga, testimoni (pasticcioni) del suo genio innato.
Il racconto ripercorre parte delle tappe più significative della vita di Galileo: dalla sua formazione alle sue più grandi scoperte.
Nella storia infatti al nostro personaggio sono attribuite una serie di invenzioni come il termoscopio (uno strumento indicante le variazioni della temperatura) e le macchine per sollevare i liquidi. Perfeziona inoltre le calamite armate e attraverso un telescopio potenziato scopre la reale conformazione della Luna e parte dei satelliti di Giove.
Si fa infine un leggero accenno alla teoria eliocentrica copernicana.
Ma ciò che più emerge in questa storia non è un semplice elenco di invenzioni, ma ben altro.
Questi sono infatti i risultati, ottenuti anche grazie al metodo scientifico studiato ed adottato da Galileo Galilei. Ma c’è una parola magica, un filo conduttore che lega tutto dalla prima all’ultima vignetta: la curiosità.
Archimede è stato sicuramente il personaggio Disney più adatto ad impersonare il protagonista di questa storia: non è un vero ricercatore, non è lo studioso per eccellenza nel mondo Disney, ma è un inventore, anzi l’Inventore. Uno di quelli che osserva, intuisce e, appunto, inventa. Un protagonista curioso che nella vita di tutti i giorni cerca di capire il funzionamento di tutto ciò che lo circonda.
(PaperPedia Wiki), Paperoidi su Beta Centauri,
https://disney-comics.fandom.com/it/wiki/Paperobot_contro_i_Paperoidi, <ultima consultazione 01/12/2021>
Commenti
Posta un commento