POST #09: SCIENZIATO E MAESTRO

GALILEO: SCIENZIATO E MAESTRO 


Al primo posto tra i collaboratori di Galileo Galileo ci fu Benedetto Castelli, monaco cristiano, matematico, fisico e accademico italiano. Fu uno dei maggiori scienziati del suo tempo, definito da Galileo stesso "huomo adornato d'ogni scienza e colmo di virtù, religione e santità".


Benedetto Castelli

Castelli e Galilei condividevano un rapporto di amicizia: frequenti sono gli scambi epistolari tra i due scienziati nel 1610, quando Castelli soggiornava nel Monastero di San Faustino a Brescia e ricevette in dono da Galilei una copia del Sidereus Nuncius. Dopo il suo trasferimento a Firenze, collaborò assiduamente con Galileo nelle nuove opere ch'egli scrisse sulle sue scoperte astronomiche e fisiche. Fu professore ordinario all'Università di Pisa e i suoi studi riguardavano i moti e la misura delle acque correnti. Dopo dodici anni di insegnamento, castelli fu chiamato a Roma da Papa Urbano VIII come professore alla Sapienza. Il Papa dimostrò un affetto e stima straordinaria nei confronti di Castelli: a lui affidò l'educazione del suo unico nipote. A Roma fu frequentemente coinvolto in vari "affari d'acque" date le sue conoscenze sull'idraulica: alcuni molto importanti riguardavano lo sbocco dei fiumi nella laguna veneta e la bonifica della paludi pontine. Si occupò pazientemente anche degli interessi di Galilei, soprattutto quando l'Inquisizione prese a indagare per istituire il primo processo a Galileo, tentando di servirsi dello stesso Castelli, che peraltro non portò alcuna prova contro il maestro.


L'analisi delle lettere scambiate tra Galilei e Castelli permisero di capire quali fossero le persone che collaborarono con i due scienziati: già nel 1607 Castelli era impegnato a diffondere le idee del maestro, tanto che fu antesignano di una vera e propria generazione di scienziati, la cosiddetta "scuola galileiana" che nacque a Brescia e rappresenta un osservatorio per capire come Castelli riuscì a creare un ampio consenso sulle scoperte astronomiche di Galileo.


Tra i collaboratori di Castelli e Galilei ci fu anche Evangelista Torricelli, matematico e fisico italiano. L'incontro con Castelli avvenne alla scuola dei Gesuiti, dove si avvicino allo studio della matematica. L'11 settembre del 1632 Torricelli scrisse a Galilei una lettera per conto di Castelli, che assente in quei giorni aveva lasciato allo studente il compito di segretario. In quella lettera Torricelli colse l'occasione per presentarsi a Galileo, che ammirava grandemente. 


Evangelista Torricelli

Visse da vicino anche le vicende del processo di Galilei, e ciò lo indusse a dedicarsi più strettamente alla matematica; come Galilei, anche Torricelli fu un abile costruttore di cannocchiali. Nel 1641 Castelli presentò a Galilei il manoscritto di Torricelli dal titolo "De moto gravium" e gli suggerì di impiegarlo come suo assistente e discepolo. Fu così che divenne assistente di Galileo e su insistenza del maestro si trasferì presso la sua abitazione. Alla morte di Galileo, il granduca Fernando II de' Medici nominò Torricelli suo successore come matematico del Granducato di Toscana e divenne professore presso l'Accademia fiorentina.


Torricelli non fu l'unico assistente di Galileo in quel periodo, ma assieme a lui ci fu anche Vincenzo Viviani, matematico, astronomo e ingegnere. Fu allievo di Torricelli e il più giovane discepolo di Galileo: aveva solo 17 anni quando anch'egli si trasferì presso l'abitazione del maestro per assisterlo nei suoi studi e ricerche. Di Galilei raccolse l'eredità di manoscritti, documenti e lettere, preoccupandosi di conservare la memoria dello scienziato pisano e diffondere i suoi insegnamenti. Tutto il materiale raccolto confluì nell'opera Racconto istorico di Galileo con notazioni sulla vita pubblica e privata dello scienziato pisano. A Firenze Viviani fece incidere l'intera vita e le opere di Galilei su alcune lunghe epigrafi in latino sulla facciata del suo palazzo, che venne da allora soprannominato Palazzo dei Cartelloni. Negli anni Trenta del Settecento, più di un secolo dopo la morte di Galileo, la Chiesa consentì che la sala di Galileo fosse seppellita in una tomba convenientemente decorata nella basilica fiorentina di Santa Croce: il monumento funerario fu realizzato usando anche fondi lasciati da Viviani per quel preciso scopo.


Vincenzo Viviani e Galileo Galilei




(Wikipedia),Galileo Galilei, 
https://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei, <ultima consultazione 13/12/2021>

(Wikipedia),Vincenzo Viviani,

https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Viviani, <ultima consultazione 13/12/2021>

(Wikipedia),Evangelista Torricelli,

https://it.wikipedia.org/wiki/Evangelista_Torricelli, <ultima consultazione 13/12/2021>

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