POST #10: GALILEO DALLA A ALLA Z: L come Letteratura


GALILEO DALLA A ALLA Z: 

L come Letteratura

C'è un filo rosso che lega la storia della grande letteratura italiana, da Dante a Galileo, fino a Giacomo Leopardi. Ma quanto la figura di Dante ha contato per Galileo? E quanto Galileo ha pesato su Leopardi?

Non solo la figura di Galileo marca le pagine della letteratura italiana, ma il suo stesso lavoro di scienziato è stato influenzato dalle terzine del Sommo Poeta. D'altronde, la regola è sempre la stessa: chi è venuto dopo si è lasciato influenzare dal grande che lo ha preceduto.
Basti ricordare, per quanto riguarda Galileo, che la sua carriera accademica è iniziata virtualmente nel 1588, con le "Due lezioni all'Accademia Fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell'Inferno di Dante": il maestro dimostra di essere sia un valente matematico che un profondo conoscitore del Sommo Poeta.

Per quanto riguarda l'influenza che lo stesso Galileo ebbe su Leopardi abbiamo prove meno evidenti. 
Il poeta di Recanati non cita spesso lo scienziato pisano, ma la sua presenza nel pensiero e nello stile di Leopardi non solo si notano, ma sono addirittura decisive. Il tema della complessità e della pienezza della figura di Galileo ritorna nello Zibaldone. Il poeta di Recanati esalta in Galileo lo scienziato: "forse il più gran fisico e matematico del mondo" (20 agosto 1821); il filosofo: per Leopardi, Galileo è "il primo riformatore della filosofia e dello spirito umano" (1 dicembre 1828); e, infine, lo scrittore: per la sua "precisa efficacia e scolpitezza evidente" (1818) e per la "magnanimità e di pensare e di scrivere" (1827).

Non è solo Galileo a occupare le pagine dei poeti italiani, ma anche una delle sue più grandi invenzioni: il telescopio. Basti pensare che nella seconda metà del Novecento cominciarono le esplorazioni spaziali e gli occhi di tutto il mondo si rivolsero al cielo, tra cui quelli di grandi scrittori come Moravia, Calvino, Pasolini, Rodari e tanti altri. Le immagini che derivano dal telescopio sono fondamentali per questi poeti, anzi la letteratura diventa una sorta di secondo telescopio, puntato dalla Terra al Cielo per sondare la figura dell'uomo ai margini dell'universo, ma anche dal Cielo alla Terra per cogliere le trasformazioni del nostro pianeta, e soprattutto dell'Italia che stava vivendo il suo miracolo economico.



Attraverso la poesia possiamo fare un viaggio inedito nello spazio per poi fare sempre ritorno alla Terra.



Ho contemplato dalla luna, o quasi,
il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica
pornografia, letteratura, scienze
palesi o arcane. Dentro c'è anche l'uomo,
e io tra questi. E tutto è molto strano”.
Eugenio Montale, “Fine del ‘68” Satura, Mondadori, 1971


I telescopi di romanzieri e poeti, puntati sui viaggi nello spazio, si rivelano strumenti efficaci con cui osservare le innovazioni tecnologiche e la società italiana dal dopoguerra a oggi, ma anche prove di mirabili spettacoli nel firmamento letterario.



(Scienza in rete),Galileo, secondo leopardi,

(D'Auria F.),Il telescopio della letteratura. L'esplorazione spaziale secondo gli scrittori del '900,



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